"Ho sempre pensato che quando una cosa è bella e divertente è davvero un peccato non condividerla con altra gente, soprattutto quando c'è di mezzo anche la passione; e la passione è tanta e il divertimento certo non manca..."
"...ecco perché ho deciso di dare vita a questo club. In questo modo ho la possibilità di rendere partecipi altri appassionati pescatori come me, ma soprattutto posso raccontare le mie avventure di pesca, le mie passioni, le mie esperienze, sensazioni e perché no, forse dare qualche consiglio ai principianti..."
"...la pesca ai predatori praticata nelle varie discipline ci permette l'incontro con specie ed esemplari che con la loro forza, la loro bellezza e distinzione ci ripagano di tante fatiche e delusioni...alla fine dopo averli rilasciati nel loro ambiente saremo davvero dei Grandi, non solo grandi pescatori".
Bruno Cassotti
The President
PREDATOR
FISHING CLUB
Bergamo
Borgo Santa Caterina, 63
Il
P.F.C. si presenta nel vasto panorama della Pesca Sportiva italiana come la
classica “mosca bianca” poiché non è nato per la pesca specifica di un ben
determinato pesce, ne è indirizzato verso un unico sistema di pesca. Il raggio
d’azione del P.F.C., sull’esempio dei pecheurs d’oltralpe dell’A.C.F.
(Association Carnassiers France), si estende a 360° verso tutta la gamma
di pesci predatori che nuotano nelle acque della nostra penisola, abbracciando
tre tecniche fondamentali per la cattura degli stessi:
1°
Lo
“Spinning”, da sempre considerato uno stile di pesca fra i più sportivi
e divertenti, viste le enormi possibilità di diramazione dello stesso verso
altre tecniche ad esso legate con l’uso d’innumerevoli esche di ogni
dimensione e di diversa fattura, dalla balsa dei mitici “Rapala” e simili,
fino al moderno mondo del silicone, particolarmente apprezzato dai bassmen
nostrani e non, senza dimenticare la cosiddetta “ferraglia”, in altre parole
cucchiaini e ondulanti, non dimentichiamolo, molto amati dagli appassionati
della pesca ai salmonidi.
2°
Il
“Mort Manié” (o morto manovrato), pur essendo lontano parente dello “Spinning”(vedi
il “Jigging” con teste piombate), se ne differenzia per la semplicità delle
sue esche, spartane imbragature per il pesce morto o siliconico, inventate dal
leggendario Albert Drachovitch e destinate specialmente alla cattura dei
luccioperca e dei lucci, ma apprezzatissime anche da tutti gli altri pesci
carnivori, dal bass al persico, al siluro, all’onnivoro cavedano e alla mitica
trota marmorata. Specialmente sul “Grande Fiume”, non è raro imbattersi
oggigiorno, con siluri di grossa stazza, con l’ausilio del Mort Manié, da
questi incontri scaturiscono lotte da vero Big-Game d’acqua dolce e
ultimamente ciò non è assolutamente raro che accada anche a Spinning; il
gigante venuto dall’est (Mr. Glanis), è veramente una locomotiva attaccata
alla lenza! Tutto ciò l’ha fatto degnamente elevare a predatore di
prim’ordine nell’ambito della nostra passione alieutica.
3°
Il
“Pike Fishing”, pesca d’attesa, diretta “parente” del “CarpFishing”,
dal quale eredita il rispetto per la preda catturata e ha quindi il
“no-kill” come regola insita. Montature specifiche
sia pescando a fondo che con
l’ausilio di appositi galleggianti e l’utilizzo di segnalatori visivi ed
acustici rendono molto interessante questa tecnica. Le esche predilette sono
pesci di mare morti, il cui intenso odore è poi amplificato con l’aggiunta di
olio di sardina o di fegato di merluzzo iniettati direttamente nei pesci esca
imbragati. Speciali montature permettono di ferrare quasi immediatamente il
luccio in fase di abboccata per consentirne meglio il perfetto rilascio dopo la
pesatura e le foto di rito.
Il
P.F.C. si prefigge oltre che lo sviluppo dell’amicizia fra i pescatori
associati, anche lo scambio di informazioni con i rappresentanti degli altri
clubs, specialmente con i “cugini” della pesca a mosca, affinché l’unione
di tutti i pescatori sportivi D.O.C. porti al miglioramento generale del mondo
della pesca in Italia, nel massimo rispetto di fauna ed ambiente.
Il
P.F.C. invita caldamente i propri iscritti alla diffusione della pratica del
“catch and release” verso tre pesci in particolare: LUCCIO, TROTA MARMORATA
E BLACKBASS.
Verso
tutti gli altri pesci predatori da noi ricercati confidiamo, non solo nel
massimo rispetto delle normative vigenti, ma soprattutto verso
l’autodisciplina ed il buon senso ecologico da parte di tutti, affinché il
ruolo di “sentinelle dell’acqua” contro bracconaggi ed inquinamento che
ogni iscritto ricopre, sia degnamente rappresentato. Ovviamente, il
“no-kill” verso tutte le prede sarebbe comunque apprezzatissimo e
sinonimo di grande sportività.
Saranno
programmate due riunioni mensili durante le quali si organizzeranno:
-
incontri per la costruzione di artificiali ed esche specifiche per la pesca dei
predatori;
-
seminari di esperti del settore;
-
mercatini di compra-vendita di attrezzature da pesca;
-
raduni e viaggi di pesca in Italia ed all’estero;
e
tantissime altre iniziative allo scopo di aumentare
il numero degli iscritti del P.F.C. ed arricchire d’esperienza e
maturità i soci già acquisiti.